Storia - Comune di San Bartolomeo in Galdo
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Storia
Sulle origini di San Bartolomeo in Galdo una delle ipotesi più accreditate è che questo territorio un tempo sia appartenuto ai Sanniti e poi ai Liguri Bebiani. Tale ipotesi è avvalorata dal ritrovamento di monete e reperti archeologici d’epoca Sannita-Romana.Il borgo di San Bartolomeo in Galdo si sviluppò in epoca Longobarda e deve la sua origine ad una chiesetta costruita in una località boscosa e dedicata ad uno dei discepoli di Gesù, San Bartolomeo.
Il paese fu distrutto nella seconda metà del sec.XIII, quando nel 1253 vi fu la celebre battaglia tra Saraceni e Papalini ed il territorio fu ceduto alla Badia di S. Maria del Gualdo di Mazzocca che si ergeva a 900 metri di altitudine in un immenso bosco tra i diversi feudi. Nel 1327 i Benedettini dell’Abbazia di S.Maria del Gualdo di Mazzocca, chiesero al re di Napoli Roberto d’Angiò di poter ripopolare quel luogo burgensatico. Il re accondiscese all’iniziativa e il posto si ripopolò nel volgere di pochi anni. Vista la più che positiva riuscita dell’iniziativa, si pensò da parte dei Benedettini di premiare coloro che avevano colto l’invito a ripopolare e di invogliare altri a trasferirsi sul posto, così nel 1331 vennero concessi immunità, franchigie e libertà. Nel 1360 i Benedettini concessero veri e propri Statuti che si presentavano semplici, scarni e lineari.
Questi disciplinavano la vita comunitaria: la convivenza, il lavoro nonché la tutela dei boschi, dei pascoli e dei coltivi.Sullo scorcio del sec. XV si registrò una notevole crescita demografica accogliendo le popolazioni di alcuni casali vicini (Sant’Angelo, Castelmagno, Montesaraceno, Ripa) devastati nel 1496 dalla lotta della Lega Aragonese contro Carlo VIII e dal terremoto del 1498. Ebbe come feudatari i Guevara, i Carafa, i Ferrante, i Gonzaga e i Caracciolo.San Bartolomeo in Galdo partecipò attivamente ai moti del 1647 aderendo al proclama di Masaniello.
Durante il periodo Murattiano esitò a far parte del regno di Napoli e aderì attivamente ai moti del 1821. Nel 1861 in seguito alla proclamazione dell’Unità d’Italia entrò a far parte della provincia di Benevento.Il personaggio più illustre è rappresentato da Leonardo Bianchi che vi nacque nel 1848 e morì a Napoli nel 1927.
Laureatosi in medicina a Napoli, iniziò a lavorare come ricercatore scientifico soprattutto nel campo neuropatologico e delle localizzazioni corticali del cervello. Scienziato di grande spessore, nel corso della sua vita si dedicò anche alla scrittura di importanti trattati, tra cui ‘Trattato di psichiatria’ e ‘La meccanica del cervello’ tradotti anche in lingua straniera. Partecipò attivamente alla vita politica, prima come amministratore del comune di Napoli, poi come deputato, senatore, ministro della Pubblica Istruzione e poi dell’Assistenza Sociale e Sanitaria.
Tiziano Del Buono
Nella sezione Studi Sanbartolomeani sono presenti degli approfondimenti
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